Era il primo sabato del mese di Settembre, le nostra vacanze erano finite 10 giorni prima ed avevamo appena trascolato dal nostro antico appartamento ad una casetta unifamiliare nella periferia di Roma.
Quella mattina, come quasi tutti i sabato mattina dopo essermi fatto la doccia, stavo uscendo a comprare il giornale in un centro commerciale vicino alla nostra nuova casa e, di passaggio, fare colazione leggendo il giornale. Luisa, mia moglie, volle accompagnarmi per comprare alcune cose nel supermercato del centro commerciale.
Erano le 10 della mattina, il centro commerciale aveva appena aperto. Come d'abitudine parcheggiai nel parcheggio sopraelevato ed entrammo nel centro. C'era poca gente. Mia moglie disse che era l'ora migliore per comprare senza troppa confusione e senza coda alle casse.
Dissi a Luisa che facesse la spesa mentre io sarei andato al bagno, dopo sarei andato a comprare il giornale e la aspetterei come sempre al bar.
Una porta battente e cigolante dava accesso ad un bagno spazioso e molto pulito, si notava il lavoro della donna delle pulizie che lo aveva pulito e profumato recentemente. me ne andai verso uno degli urinari da parete e quando ero sul punto di terminare entro' qualcuno. Era un uomo di circa 40 anni, alto, muscoloso e si mise proprio nell'urinario situato alla mia destra.
Con tutti i posti che ci sono, questo tizio deve proprio scegliere quello al mio lato, pensai.
Lo guardai e mi accorsi subito che non stava urinando. Stava leggermente separato dall'urinario e con il corpo girato verso di me con il suo membro eretto che si accarezzava sfacciatamente. Mi guardava agli occhi ed a continuazione abbassava lo sguardo offrendomelo. Istintivamente i miei occhi si fissarono in quel membro che stringeva tra le mani, da quello che si vedeva fuori dalla cerniera dei pantaloni e da quello che spuntava dalla sua mano, calcolai che in tutto il suo splendore quella verga doveva essere lunga almeno 25 centimetri.
Senza sapere come, rimasi ipnotizzato da quel cazzo stupendo. Il cuore inizio' a battere con tanta forza che pensai che i battiti si sarebbero uditi per tutto il centro commerciale.
Un brivido percorse tutto il mio corpo. Non riuscivo a credere a quello che mi stava succedendo. Un tipo, con il cazzo in mano, mi invitava ad accarezzarglielo. Respirai profondamente. Non ero sicuro di come sarebbe finita, pero' era l'occasione perfetta per far diventare realta' una delle mie fantasie piu' segrete: avere una relazione sessuale con un altro uomo, accarezzare un membro che non fosse il mio, succhiarlo, assaporarlo e sentire quella sensazione che si sperimenta quando si ha un cazzo tra le labbra e notare il sapore dello sperma caldo e delizioso.
Non so ancora come successe, pero' era come se quell'uccello avesse un magnete, allargai la mano ed inziai ad accarezzarlo. Senti' il suo calore e testura e notai come cresceva come risposta alle mie carezze. La mia testa era sul punto di scoppiare dall'eccitazione, il cuore continuava a battere ad un ritmo frenetico. La sensazione che notai al toccare per la prima volta il cazzo di un altro uomo mi fece perdere la nozione del tempo e dello spazio.
Alzai la vista e constatai che il padrone di quella meraviglia era un uomo di circa 40 anni, alto, virile, robusto, dalla faccia simpatica e con un bel sorriso. Indossava pantaloni di jeans ed una camcia nera che faceva vedere chiaramenti i muscoli pettorali e lasciavano vedere delle braccia forti ed abbronzate.
In quel momento non pensai che forse Luisa aveva terminato i suoi acquisti ed inizierebbe a cercarmi nel bar, non pensai nemmeno alla possibilita' che potesse entrare nel bagno e che lo troverebbe in quella situazione. Pensavo solo a godere di quel pezzo di carne duro e caldo che stringevo tra le mani.
Ci guardavamo senza parlare: Successe in un momento. Improvvisamente mi disse: Vieni!
Mi prese per mano e quasi senza rendermene conto mi trascino' all'interno di una cabina. Una volta dentro chiuse la porta e mise la chiusura di sicurezza e, prendendomi per la cintura, inizio' a baciarmi. Con la sua bocca percorreva il mio collo, le orecchie, fino a quando arrivo' alle mie labbra...
Era la prima volta che baciavo un uomo, una sensazione di ubriachezza inondo' tutto il mi corpo. Istintivamente la mia bocca si apri' e lasciai che la sua lingua penetrasse come un torrente dentro di lei. La mia lingua si mosse all'incontro con la sua ed i nostri succhi si confusero in bacio appassionato. Non avrei mai pensato che mi sarebbe piaciuto cosi' tanto.
Mi sedetti sulla tazza del water e con un gesto quasi di riflesso gli sbottonai i pantaloni e glieli abbassai fino alle caviglie. Immediatamente salto' verso di me quella cosa che prima mi aveva affascinato tanto. Se ne stava davanti a me, duro e con aria di sfida. Non mi ero sbagliato nei miei calcoli, doveva essere lungo almeno 25 centimetri, pero' non era solo lungo, era anche ben proporzionato che sembrava un disegno: scuro, con un tronco duro e perfettamente delineato, interrotto solamente da alcune vene molto grosse che lo percorrevano in tutta la sua lunghezza e completato da dei testicoli duri e gonfi che pendevano sfidanti. E poi la parte migliore: un glande rosato e di bordi grossi che sembrava supplicarmi: Succhiami!
Senza togliere la vista da quella meraviglia, iniziai ad accarezzarlo. Era il primo casso che toccavo che non fosse il mio, la sensazione era molto gradevole, percorsi tutto il tronco con la punta delle dita, sentendo il rilievo delle vene e stringendo e massaggiando dolcemente casa una delle due dure e bellissime sfere che pendevano al finale.
Concentrato nelle carezze, mi ero dimenticato completamente il motivo per il quale ce ne stavamo chiusi dentro il bagno. Il padrone del "giocattolo" me lo ricordo': mi prese la testa tra le mani e la spinse dolcemente fino a quando la mia bocca si ritrovo' all'altezza del suo rosso e brillante glande.
Prima lo accarezzai con le labbra, poi feci percorrere la mia lingua su tutto il contorno come se si trattasse di una caramella. Iniziai a leccarlo lentamente, golosamente, contenendo il mio desiderio di morderlo e mangiarmelo subito. La sua respirazione evidenziava che stava iniziando ad eccitarsi , iniziai a scendere e ad ingoiare tutta quella verga fino ad arrivare ai testicoli e a sfiorare con le labbra il pelo del pube. Tornai a salire con la lingua fino al glande dove adesso iniziavano ad uscire delle gocce, frutto delle carezze che avevo fatto fino a quel momento. Passai la lingua su quella riguada e la assaporai mentre lui mi stringeva la testa facendomi ingoiare tutta quella massa di carne fino alla gola. Tornai a scendere mentre gli davo piccoli morsi, notavo i battiti del suo membro nella mia bocca e questa sensazione mi eccitava ancora di piu', guardai la sua faccia e vidi che aveva gli occhi chiusi e con una espressione di piacere che mi riempivano di orgoglio: il mio padrone godeva con il mio pompino.
Si avvicinava il momento piu' atteso. Era la prima volta che facevo un pompino ad un uomo, era la prima volta che mi trovavo sul punto di assaporare il suo succo...iniziai a muovere la testa freneticamente come se ne dipendesse la mia vita...Improvvisamente il suo membro inizio' a crescere ancora di piu' e notai che soffocavo, mi prese la testa con le sue mani e, anche se cercavo di ritirami, non mi lascio'.
Notai come la mia bocca si inondava del suo seme dolce e caldo. Uno, due, tre...contai fino a sette spruzzi di sperma che inondarono la mia bocca e che ingoiai senza perdere nemmeno una goccia...sembrava che non sarebbe finito mai...pero' alla fine ritiro' un po il suo membro ed iniziai ad assaporare il suo liquido.
Si ritiro' e rimase appoggiato alla porta della cabina. Il suo membro rimaneva eretto e rimanevano ancora resti di seme scivolando sul tronco.
Tornai a mettermelo in bocca e lo succhiai di nuovo fino a lasciarlo pulito e brillante.
Sei un maestro. E' stato il miglior pompino della mia vita.
Quando vuoi possiamo ripetere, gli risposi.
E prendendo un pezzo di carta igienica presi nota del suo numero di telefono e glielo porsi.
Chiamami quando vuoi. Mi chiamo Giorgio, gli dissi.
Molto piacere, io sono Marco e ti assicuro che lo faremo un'altra volta. Lo succhi come la migliore delle puttane. Mi piaci.
Quel complimento mi fece piacere, gli presi il collo, tornai a baciarlo e gli dissi:
Se tu vuoi io saro' la tua puttana e tu il mio padrone.
Torno' a baciarmi e dopo aver guardato se c'era qualcuno nel bagno usci' dalla cabina.
Durante alcuni secondi il mio cervello rielaboro' tutte le immagini e le sensazioni del momento appena vissuto.
Immediatamente mi ricordai di Luisa, probabilmente mi stava cercando. Avevo perso la nozione del tempo. Dieci, quindici, venti minuti? Non ricordavo quando tempo avevo passato assieme al mio recente amante.
Mi misi a posto il vestito ed i capelli e dopo essermi assicurato che nessuno poteva vedermi uscire da quella cabina, usci' dal bagno preparato a ricevere le proteste di Luisa per il ritardo.
Mentre andavo verso il bar ricordai che Marco mi aveva promesso che mi avrebbe chiamato. Ero impaziente di avere un secondo incontro con lui.
(Continuera')

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